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La grammatica essenziale di Twitter

“Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie”

44 caratteri: Ungaretti sì, lui sarebbe riuscito a raccontare il sentimento della Prima Guerra in un tweet.
E non a caso abbiamo citato un grande. Perché è molto più difficile comunicare l’essenziale, usando parole incisive che farlo versando fiumi d’inchiostro.
A questo ci ha allenato Twitter con il suo limite dei 140 caratteri, palestra preziosa per gli opinionisti social-cinguettanti: giornalisti, copy e utenti hanno dovuto lavorare di scalpello, sintetizzare il pensiero, esercitare l’ironia in una battuta con grandi benefici per l’immediatezza della comunicazione.
Quello che era nato come un vincolo tecnico del social network – il muro dei 140 caratteri doveva consentire di twittare anche via sms (eh, avete già dimenticato gli sms da 160 caratteri, popolo di whatsapp!) ha finito per diventare una caratteristica identitaria del canale, cui i puristi si sono molto affezionati.
Caratteristica evidentemente non così vincente per il board dell’uccellino che ha deciso di fare marcia indietro.
E’ notizia recente che Twitter ha sfondato la barriera dei 140, introducendo dal 19 settembre la possibilità di togliere dal conteggio dei caratteri i file multimediali (foto, gif, video) che in precedenza assorbivano una quota forfait dei caratteri disponibili e che ora invece possono essere twittati senza penalizzazioni sul testo.
E’ una delle mosse con cui Twitter cerca di rispondere alla crisi che lo ha investito negli ultimi tempi: utenti attivi che non crescono, adv e valore delle azioni in calo, tanto che è partita la campagna acquisti: da Google a Disney sembrano in molti ad aggirarsi col retino per la cattura del passerotto.

E le aziende, quando è opportuno che aprano un account su Twitter?
Twitter è il social che presidia il “tempo reale”,
che sta sulla notizia, sull’evento, in cui i tweet volano via e perdono di attualità in un attimo.
E’ particolarmente efficace per le aziende in grado di produrre un flusso di contenuti ricco e costante, capaci di presidiare il proprio settore generando e retwittando notizie con ruolo di opinion leader nel proprio ambito.
E’, inoltre, il social ideale per coinvolgere la platea di un evento aziendale, predisponendo un hashtag specifico per l’occasione e invitando i presenti a twittare commenti, foto o domande per i relatori sul palco. Una sorta di reportage on site e online di quanto sta avvenendo.

Se state organizzando un evento e volete consigli per organizzare e gestire la copertura twitter o altri dettagli di comunicazione, Bia è a vostra disposizione. Nelle nostre case histories potete leggere di alcuni eventi organizzati per Incas, Unione Ristoranti del Buon Ricordo e SinfoOne.

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